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25 Luglio 2025Spese straordinarie per un corso di inglese per i figli: Scopri il diritto all’educazione?
L’Ordinanza della Corte di Cassazione n. 17017 del 25 giugno 2025 interviene su un tema frequente nelle dinamiche familiari post-separazione: la gestione e il rimborso delle spese straordinarie sostenute per i figli minori [1][2][3]. Questa pronuncia offre importanti chiarimenti sui criteri per la ripartizione di tali oneri tra i genitori.
Il caso in esame e il principio del “previo accordo”
La vicenda trae origine dall’impugnazione di un genitore contro un decreto ingiuntivo richiesto dall’ex coniuge per il rimborso di alcune spese straordinarie relative ai figli [4]. Il Tribunale di Roma, in appello, aveva revocato il decreto, sostenendo che le spese, incluso un corso di inglese, non fossero “necessarie” in assenza di un previo accordo tra i genitori [4].
La Suprema Corte ha affrontato la questione della necessità di un preventivo accordo per le spese straordinarie. Ha precisato che per le spese ordinarie e prevedibili nel loro ripetersi e ammontare, come quelle scolastiche o mediche di routine, il genitore collocatario non è obbligato a informare o ottenere il consenso dell’altro genitore [3][4]. L’accordo preventivo diventa essenziale solo per le spese straordinarie non prevedibili, di rilevante importo o imponderabili, che esulano dal regime di vita abituale della prole [4].
Tuttavia, la mancanza di informazione o assenso preventivo per le spese “imprevedibili” non esclude automaticamente il diritto al rimborso. Il giudice deve infatti valutare se la spesa risponda all’interesse preminente del minore e sia coerente con il tenore di vita familiare [4].
Il corso di inglese: spesa ordinaria o straordinaria?
Un punto cruciale dell’ordinanza riguarda la qualificazione delle spese per i corsi di lingua inglese. Il Tribunale aveva considerato tali spese “non necessarie” [4]. La Cassazione ha dissentito, evidenziando che l’educazione in lingue straniere, in particolare l’inglese, rientra ormai nella consolidata consuetudine delle famiglie e risponde a esigenze oggettive e radicate nel tessuto sociale [4]. La Corte ha riconosciuto che la conoscenza dell’inglese è fondamentale per gli studi universitari e per l’ingresso nel mondo del lavoro [4].
Di conseguenza, la Cassazione ha qualificato le spese per i corsi di inglese come aventi carattere ordinario [4]. Per queste, la mancanza di un’informazione o di un assenso preventivo non pregiudica il diritto del genitore che le ha sostenute a ottenere il rimborso della quota dovuta dall’altro [4].
IN CONCLUSIONE:
L’ordinanza n. 17017/2025 della Corte di Cassazione rappresenta un richiamo ai giudici di merito per un approccio più sostanziale nella valutazione delle spese straordinarie. Non è sufficiente rilevare l’assenza di consenso tra i genitori; è invece fondamentale valutare l’effettivo interesse dei figli, la prevedibilità e l’ordinarietà delle spese, e la loro coerenza con il tenore di vita familiare e le prassi sociali consolidate [5]. Questa decisione fornisce maggiore chiarezza e tutela per i genitori e, soprattutto, per il benessere dei minori.
( a cura dell’Avvocato Monica Ricci)



