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COS’È UN ACCORDO PREMATRIMONIALE:
Un accordo prematrimoniale, o “patti prematrimoniali”, sono accordi intercorsi tra futuri coniugi attraverso i quali disciplinare, anticipatamente, i rapporti patrimoniali per il caso in cui dovesse verificarsi una crisi coniugale e quindi un divorzio o una separazione.
In Italia, per molto tempo, questi accordi sono stati considerati nulli in quanto contrari all’ordine pubblico e a norme imperative di legge quali l’art. 143 C.C. “Diritti e doveri reciproci dei coniugi” e l’art. 160 C.C. “Diritti inderogabili”.
COSA CAMBIA CON L’ORDINANZA N. 20415/2025 DELLA CORTE DI CASSAZIONE
Una svolta significativa nella percezione italiana dei patti prematrimoniali si è avuta con l’ordinanza della Corte di Cassazione n. 20415 del 21 luglio 2025, con la quale si è tornati ad occuparsi della validità di tali patti tra coniugi.
La vicenda portata davanti la Corte di Cassazione riguardava una coppia che, nel 2011, sottoscriveva una scrittura privata per regolamentare i rapporti patrimoniali laddove si fosse verificata la condizione sospensiva della separazione. Con tale scrittura privata, il marito si impegnava a restituire € 146.400,00 (di cui € 61.400,00 per il mutuo della casa e € 85.000,00 per mobili, vetture etc); la moglie, dal canto suo, rinunciava al possesso di alcuni beni mobili. Al momento della separazione, il marito contestava la predetta scrittura privata in quanto nulla per contrarietà alle norme regolatrici del rapporto matrimoniale.
Questa ordinanza rappresenta un momento di svolta poiché, per la prima volta, la Corte di Cassazione “ha riconosciuto piena validità all’accordo tra i coniugi che vogliono regolamentare i loto rapporti patrimoniali in caso di fallimento del matrimonio, in quanto contratto atipico con condizione sospensiva lecita, espressione dell’autonomia negoziale dei coniugi diretto a realizzare interessi meritevoli di tutela, ai sensi dell’art. 1322, secondo comma, C.C., essendo, infatti, il fallimento del matrimonio non causa genetica dell’accordo, ma mero evento condizionale”.
DECISIONE DELLA CORTE:
La Corte ha così ritenuto che dovesse prevalere l’autonomia negoziale delle parti, ma sempre nel rispetto dei limiti posti dall’ordinamento. L’apertura, quindi, non è assoluta e questo in quanto è stato confermato il divieto di quei patti che abbiamo ad oggetto diritti indisponili delle parti e di quelli che riguardino i figli minori, la cui validità ed efficacia continua ad essere soggetta ad un controllo di legittimità, soprattutto per verificare la loro rispondenza al miglior interesse della persona minore di età.
CONCLUSIONI
L’ordinanza del 2025 rappresenta sicuramente una grande pronuncia che apre la strada alle pianificazioni patrimoniali prematrimoniali anche in Italia. Tuttavia, non possiamo fare a meno di sottolineare che questa autonomia non è ancora assoluta ed illimitata ma continua ad incontrare limiti rappresentati da alcuni dei principi fondamentali del diritto di famiglia.
(A cura della Dott.ssa Valeria Sorrentino)



