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20 Marzo 2026Cani randagi e incidenti: quando hai diritto al risarcimento
Gli incidenti provocati da cani randagi rappresentano una situazione purtroppo ancora diffusa in molte zone d’Italia. In particolare motociclisti e automobilisti possono trovarsi improvvisamente davanti animali vaganti sulla carreggiata, con conseguenze anche molto gravi.
Ma cosa succede quando un incidente è causato da cani randagi? È possibile ottenere il risarcimento dei danni dal Comune o da altri enti pubblici?
A fare chiarezza è intervenuta la Corte di Cassazione con la sentenza n. 2724 del 7 febbraio 2026, che ha stabilito alcuni principi importanti sulla responsabilità della pubblica amministrazione nei casi di sinistri provocati da animali vaganti.
Il caso: incidente causato da cani randagi
La vicenda riguarda un motociclista che stava percorrendo una strada pubblica quando due cani randagi lo hanno improvvisamente aggredito.
Nel tentativo di evitarli il conducente è caduto rovinosamente, riportando:
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lesioni personali
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danni alla moto
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ricovero ospedaliero
Il motociclista ha quindi citato in giudizio il Comune chiedendo il risarcimento dei danni causati dalla presenza dei cani randagi sulla strada.
Le decisioni dei giudici di merito
Nel giudizio di primo grado il tribunale aveva riconosciuto il diritto al risarcimento, ritenendo che le misure adottate contro il randagismo non fossero state sufficienti a prevenire la presenza stabile di cani randagi nella zona.
La Corte di Appello, tuttavia, ha ribaltato la decisione, sostenendo che non fosse stata dimostrata in modo concreto la responsabilità dell’ente pubblico.
La controversia è quindi arrivata davanti alla Corte di Cassazione.
Randagismo e responsabilità degli enti pubblici
La Corte ha ricordato che la gestione del fenomeno dei cani randagi è regolata principalmente dalle leggi regionali.
Nel Lazio, ad esempio, la Legge Regionale n. 16/1997 attribuisce specifiche competenze a:
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Comuni
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Aziende Sanitarie Locali (ASL)
Questi enti sono responsabili dell’organizzazione dei servizi di controllo del randagismo, come la cattura degli animali vaganti, la gestione dei canili e gli interventi veterinari.
Cani randagi e animali selvatici: responsabilità diversa
Uno dei punti centrali della sentenza riguarda la distinzione tra cani randagi e animali selvatici.
Incidenti causati da animali selvatici
Quando il sinistro è provocato da fauna selvatica si applica l’art. 2052 del Codice Civile.
In questi casi la responsabilità dell’ente pubblico è più ampia: il danneggiato deve dimostrare la dinamica dell’incidente e il nesso tra il sinistro e l’animale.
Spetta invece alla pubblica amministrazione dimostrare che l’evento è stato imprevedibile o inevitabile.
Incidenti causati da cani randagi
Nel caso dei cani randagi, invece, la responsabilità è diversa.
La Cassazione ha ribadito che non si applica l’art. 2052 c.c., ma l’art. 2043 c.c., che richiede la prova della colpa.
Questo significa che chi subisce un incidente causato da cani randagi deve dimostrare:
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la cattiva organizzazione del servizio di controllo del randagismo
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l’inerzia o l’inefficienza degli enti competenti
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il collegamento tra tale inefficienza e il danno subito.
La pubblica amministrazione ha infatti un dovere di mezzi e non di risultato, poiché anche un sistema efficiente non può eliminare completamente la presenza di cani randagi sul territorio.
Come provare la responsabilità
Per ottenere il risarcimento dei danni causati da cani randagi, il danneggiato deve fornire prove concrete della responsabilità dell’ente pubblico.
Tra gli elementi utili possono esserci:
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segnalazioni precedenti della presenza di animali vaganti nella zona
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testimonianze dei residenti
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richieste di intervento rimaste senza risposta
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documentazione sull’inefficienza dei servizi veterinari.
La Cassazione ha precisato che non basta dimostrare la semplice presenza di cani randagi, perché altrimenti si creerebbe una responsabilità automatica della pubblica amministrazione.
La decisione della Cassazione
Nel caso specifico, la Corte di Cassazione ha respinto il ricorso del motociclista.
I giudici hanno evidenziato che non erano state presentate prove sufficienti per dimostrare la responsabilità del Comune, in particolare:
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mancavano segnalazioni precedenti sulla presenza dei cani randagi
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non risultavano richieste di cattura degli animali
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gli articoli di giornale prodotti erano troppo datati.
Di conseguenza, il risarcimento non è stato riconosciuto.
(A cura dell’ Avv. Gianmarco Cecconi)



