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30 Ottobre 2026Concordato preventivo biennale 2026-2027: nuove regole, limiti ISA e vantaggi per chi rinnova
Concordato preventivo biennale. Per il biennio 2026-2027 adesione entro il 2 novembre
Nuova circolare di indirizzo: L’Agenzia delle Entrate ha emanato il documento ufficiale numero 8/E che aggiorna e coordina le disposizioni sul Concordato Preventivo Biennale tenendo conto delle novità introdotte dal decreto Omnibus (Dlgs n. 148/2026).
Tempistiche e procedure: L’adesione per il biennio 2026-2027 deve essere completata entro il 2 novembre, optando per la presentazione contestuale alla dichiarazione dei redditi oppure trasmettendo il modello CPB insieme al frontespizio del modello Redditi 2026.
Destinatari dell’misura: L’opportunità è rivolta ai professionisti e alle imprese assoggettati agli indici sintetici di affidabilità (ISA) relativi al 2025, sia per i nuovi ingressi sia per quanti desiderano accettare la nuova proposta dopo la precedente esperienza del biennio 2024-2025.
Premialità per chi rinnova: Chi sceglie di proseguire l’accordo riceve agevolazioni rafforzate, come l’esenzione dall’apposizione del visto di conformità fino a 100 mila euro annui per l’IVA e fino a 70 mila euro per le imposte dirette e l’IRAP, oltre allo stop ai vincoli di garanzia per i rimborsi IVA.
Ulteriori benefici di conformità: I contribuenti fedeli al rinnovo beneficiano di una riduzione biennale dei termini di accertamento, della rateizzazione senza oneri finanziari di saldi e acconti e della chance di regolarizzare i periodi d’imposta passati pagando un’imposta sostitutiva a condizioni vantaggiose.
Limiti che la proposta di Cpb non può superare:
| Punteggio ISA | Limite della proposta CPB rispetto al periodo di riferimento |
|---|---|
| Pari a 10 | 10% |
| Pari o superiore a 9 ma inferiore a 10 | 15% |
| Pari o superiore a 8 ma inferiore a 9 | 25% |
| Pari o superiore a 6 ma inferiore a 8 | 30% |
| Pari o superiore a 1 ma inferiore a 6 | 35% |
Concordato preventivo biennale: attenzione alla scadenza del 2 novembre 2026
Una precisazione è necessaria per chi consulta oggi le informazioni sul Concordato preventivo biennale 2026-2027: il termine del 2 novembre 2026 è già trascorso.
La scadenza riguarda i contribuenti con periodo d’imposta coincidente con l’anno solare. Per chi, invece, ha un esercizio non coincidente con l’anno solare, il termine è individuato nell’ultimo giorno del decimo mese successivo alla chiusura del periodo d’imposta.
Il rispetto delle tempistiche è un elemento fondamentale per accedere al regime. Per questo motivo, imprese e professionisti interessati devono verificare con il proprio commercialista la corretta presentazione della comunicazione e l’eventuale applicazione di termini differenti in base alla propria situazione fiscale.
Che cos’è il Concordato preventivo biennale?
Il Concordato preventivo biennale, conosciuto anche con la sigla CPB, è uno strumento che permette a determinati contribuenti di concordare preventivamente con l’Agenzia delle Entrate il reddito d’impresa o di lavoro autonomo da dichiarare per due periodi d’imposta.
La proposta viene elaborata dall’Agenzia delle Entrate sulla base dei dati fiscali disponibili e delle informazioni relative all’attività esercitata. Il contribuente può quindi decidere se accettarla oppure rifiutarla.
L’obiettivo è offrire una maggiore prevedibilità del carico fiscale, favorendo il rapporto di collaborazione tra contribuente e Amministrazione finanziaria.
È importante chiarire che il Concordato preventivo biennale non rappresenta un accordo sull’ammontare dell’IVA. La proposta riguarda infatti il reddito rilevante ai fini delle imposte dirette e il valore della produzione netta ai fini IRAP, secondo le regole previste dalla normativa.
Inoltre, aderire al CPB non significa essere esonerati da tutti gli obblighi fiscali e contabili. Restano gli adempimenti ordinari previsti per la propria attività.
Chi può aderire al Concordato preventivo biennale 2026-2027?
Il Concordato preventivo biennale è rivolto principalmente agli esercenti attività d’impresa, arti e professioni che applicano gli Indici sintetici di affidabilità fiscale (ISA).
Per il biennio 2026-2027, la proposta riguarda i contribuenti che possiedono i requisiti previsti dal decreto legislativo n. 13/2024 e dalle successive modifiche.
Non è sufficiente, quindi, svolgere un’attività economica per poter aderire. Occorre verificare la presenza dei requisiti soggettivi e oggettivi e l’assenza delle cause di esclusione previste dalla legge.
Tra gli aspetti da controllare rientrano:
- l’applicazione degli ISA per il periodo d’imposta di riferimento;
- la presenza di eventuali debiti tributari o contributivi definitivi, considerando le soglie e le condizioni previste dalla normativa;
- l’assenza di specifiche cause di esclusione;
- la correttezza dei dati dichiarativi utilizzati per elaborare la proposta.
Anche chi aveva già aderito al Concordato preventivo biennale per il precedente biennio può valutare il rinnovo, purché siano rispettate le condizioni richieste.
La verifica preventiva è particolarmente importante perché un’adesione effettuata in assenza dei requisiti previsti dalla legge non produce gli effetti del concordato.
Quali sono i nuovi limiti della proposta in base al punteggio ISA?
Una delle novità più rilevanti per il Concordato preventivo biennale 2026-2027 riguarda l’introduzione di ulteriori limiti alla proposta elaborata dall’Agenzia delle Entrate.
Il meccanismo tiene conto del punteggio ISA ottenuto dal contribuente nel periodo di riferimento. In questo modo, la proposta di reddito concordato non può superare determinate percentuali rispetto al reddito dichiarato, opportunamente rettificato secondo le disposizioni del decreto CPB.
Le soglie sono le seguenti:
| Punteggio ISA | Incremento massimo della proposta |
|---|---|
| 10 | 10% |
| Da 9 a meno di 10 | 15% |
| Da 8 a meno di 9 | 25% |
| Da 6 a meno di 8 | 30% |
| Da 1 a meno di 6 | 35% |
Questi limiti servono a contenere gli scostamenti tra il reddito dichiarato in precedenza e quello proposto per il biennio concordato.
Il punteggio ISA diventa quindi un elemento importante nella determinazione della proposta. Tuttavia, le percentuali non devono essere interpretate come un aumento automatico delle imposte: rappresentano il limite massimo entro il quale può essere formulata la proposta, secondo le condizioni previste dalla disciplina.
Per valutare concretamente l’importo proposto è necessario considerare anche le rettifiche fiscali e gli altri elementi utilizzati per il calcolo.
Quali vantaggi sono previsti per chi rinnova il Concordato preventivo biennale?
Il decreto Omnibus ha rafforzato il sistema delle premialità per i contribuenti che, dopo aver aderito al precedente biennio, decidono di rinnovare il Concordato preventivo biennale per il 2026-2027.
La finalità è incentivare la continuità del rapporto tra contribuente e Amministrazione finanziaria, riconoscendo condizioni più favorevoli a chi prosegue il percorso di adesione.
Tra i principali vantaggi troviamo:
1. Soglie più elevate per l’esonero dal visto di conformità
Per chi rinnova il concordato sono previste soglie più alte per l’esonero dall’apposizione del visto di conformità in caso di compensazione dei crediti:
- fino a 100.000 euro annui per i crediti IVA;
- fino a 70.000 euro annui per i crediti relativi alle imposte dirette e all’IRAP.
Si tratta di un beneficio che può semplificare la gestione dei crediti fiscali e ridurre alcuni adempimenti.
2. Maggiori agevolazioni per i rimborsi IVA
Un ulteriore vantaggio riguarda i rimborsi IVA.
Per i contribuenti che rinnovano il CPB è previsto l’esonero dal visto di conformità oppure dalla prestazione della garanzia per i rimborsi IVA fino a 100.000 euro annui.
La misura consente quindi di ottenere una semplificazione rispetto alle soglie ordinarie previste per gli altri contribuenti aderenti.
3. Riduzione dei termini di accertamento
Il rinnovo comporta anche una maggiore riduzione dei termini di decadenza per l’attività di accertamento.
In particolare, i termini relativi alle imposte sui redditi e all’IVA vengono anticipati di due anni, secondo le condizioni stabilite dalla normativa.
Questa misura rappresenta un ulteriore elemento di premialità per chi sceglie di proseguire il rapporto con il Fisco attraverso il Concordato preventivo biennale.
4. Rateizzazione senza interessi di saldi e acconti
Tra le novità più interessanti figura la possibilità di rateizzare senza interessi le somme dovute a titolo di saldo e di acconto delle imposte per le annualità interessate dal concordato.
La possibilità di dilazionare i versamenti senza gli ordinari interessi di rateizzazione può aiutare imprese e professionisti a pianificare meglio la liquidità e la gestione finanziaria dell’attività.
5. Regolarizzazione delle annualità precedenti
Per i contribuenti che avevano aderito al Concordato preventivo biennale 2024-2025 e rinnovano per il 2026-2027 è prevista anche una possibilità di regolarizzazione delle annualità pregresse, dal 2020 al 2023.
Il meccanismo consente, rispettando le condizioni previste, di versare un’imposta sostitutiva con aliquote agevolate, determinate anche in funzione del punteggio ISA.
Non si tratta di una sanatoria generalizzata: l’accesso è riservato ai soggetti che possiedono i requisiti richiesti e deve essere valutato attentamente, anche in relazione agli importi dovuti e alle singole annualità da regolarizzare.
Che cosa ha deciso la Corte di Cassazione?
Con l’ordinanza n. 26266 del 5 ottobre 2026, la Cassazione ha dichiarato inammissibili entrambi i ricorsi.
Nella motivazione, tuttavia, la Corte ha anche chiarito che la contestazione relativa alla responsabilità del comproprietario sarebbe stata comunque manifestamente infondata nel merito.
Il ricorrente aveva infatti riconosciuto di essere pieno proprietario di una quota pari a un terzo dell’immobile. Tale circostanza era sufficiente, nel ragionamento della Corte e alla luce dei presupposti esaminati, a riconoscergli la qualità di contitolare della custodia del bene ai sensi dell’articolo 2051 c.c.
La Cassazione ha inoltre richiamato l’articolo 2055 c.c., evidenziando che la responsabilità risarcitoria dei contitolari della custodia può avere natura solidale.
È importante precisare che la pronuncia non ha comportato l’accoglimento di una nuova domanda risarcitoria in Cassazione: la Corte ha dichiarato inammissibili i ricorsi e ha espresso il principio sulla responsabilità nell’ambito della motivazione.
Conviene aderire al Concordato preventivo biennale?
L’adesione al Concordato preventivo biennale può offrire vantaggi importanti, ma non è automaticamente conveniente per tutte le imprese e per tutti i professionisti.
La valutazione deve partire da un confronto tra il reddito effettivo atteso per il biennio e quello proposto dall’Agenzia delle Entrate.
Se l’attività prevede una crescita del fatturato e dei margini, il concordato potrebbe risultare interessante, perché consente di conoscere in anticipo il reddito fiscale concordato per i due anni.
Al contrario, se si prevedono una riduzione del lavoro, difficoltà economiche o cambiamenti significativi nell’attività, è necessario valutare con attenzione gli effetti dell’accordo.
Prima di prendere una decisione è opportuno analizzare:
- il reddito dichiarato negli anni precedenti;
- il punteggio ISA;
- la proposta formulata dall’Agenzia delle Entrate;
- le previsioni economiche e finanziarie per il biennio;
- i benefici fiscali effettivamente applicabili;
- le possibili cause di cessazione o decadenza dal concordato.
Un’analisi preventiva permette di capire se il regime rappresenta una reale opportunità oppure se può comportare un carico fiscale non proporzionato all’andamento futuro dell’attività.
Cosa succede se non si rispettano gli obblighi del concordato?
L’adesione al CPB comporta il rispetto di specifiche condizioni e obblighi.
La normativa disciplina sia le situazioni che determinano la cessazione del concordato sia quelle che possono provocarne la decadenza.
La cessazione si verifica quando intervengono determinate circostanze previste dalla legge, che rendono non più applicabile l’accordo secondo le condizioni stabilite.
La decadenza, invece, può comportare conseguenze più rilevanti, tra cui il recupero delle imposte e degli altri importi dovuti sulla base della disciplina ordinaria, oltre agli eventuali interessi e alle sanzioni.
Le modifiche introdotte nel 2026 hanno aggiornato anche queste disposizioni, con particolare attenzione alle condizioni che possono determinare la perdita degli effetti del concordato.
Per questo motivo, aderire non significa semplicemente accettare una proposta fiscale: è necessario continuare a rispettare gli obblighi dichiarativi e le condizioni previste per tutta la durata del regime.
Domande frequenti sul Concordato preventivo biennale 2026-2027
Che cos’è il Concordato preventivo biennale?
È uno strumento che permette a determinati contribuenti che applicano gli ISA di concordare preventivamente con l’Agenzia delle Entrate il reddito d’impresa o di lavoro autonomo e il valore della produzione netta ai fini IRAP per due anni.
Qual è la scadenza per aderire al CPB 2026-2027?
Per i contribuenti con periodo d’imposta coincidente con l’anno solare, il termine era fissato al 2 novembre 2026. La scadenza è quindi già trascorsa. Per i periodi d’imposta non coincidenti con l’anno solare si applica il termine dell’ultimo giorno del decimo mese successivo alla chiusura dell’esercizio.
Chi può aderire al Concordato preventivo biennale?
Possono accedere al regime i contribuenti che esercitano attività d’impresa, arti o professioni e applicano gli ISA, purché rispettino i requisiti previsti dalla normativa e non ricadano nelle cause di esclusione.
Quali sono i vantaggi per chi rinnova il CPB?
Chi rinnova può beneficiare di soglie più elevate per l’esonero dal visto di conformità, maggiori agevolazioni sui rimborsi IVA, riduzione di due anni dei termini di accertamento e possibilità di rateizzare senza interessi saldi e acconti. Sono inoltre previste specifiche opportunità di regolarizzazione delle annualità pregresse per chi possiede i requisiti.
Il Concordato preventivo biennale riguarda anche l’IVA?
No. Il concordato definisce il reddito rilevante ai fini delle imposte dirette e il valore della produzione netta ai fini IRAP. L’IVA continua a essere determinata secondo le regole ordinarie.
Il punteggio ISA influenza la proposta del Fisco?
Sì. Il punteggio ISA concorre a determinare i limiti massimi di incremento della proposta rispetto al reddito dichiarato nel periodo precedente, opportunamente rettificato secondo le disposizioni del CPB.
Concordato preventivo biennale: perché è importante una consulenza fiscale preventiva
Il Concordato preventivo biennale 2026-2027 introduce novità importanti per imprese e professionisti, soprattutto per quanto riguarda i limiti delle proposte basati sul punteggio ISA e il rafforzamento dei benefici riservati a chi rinnova l’adesione.
La possibilità di conoscere in anticipo il reddito fiscale concordato può rappresentare uno strumento utile per programmare la gestione dell’attività. Tuttavia, la convenienza deve essere valutata caso per caso, considerando la situazione economica del contribuente e le prospettive per il biennio.
Una consulenza fiscale preventiva permette di esaminare la proposta, verificare i requisiti di accesso, individuare eventuali criticità e comprendere quali benefici siano realmente applicabili.
Lo Studio Legale Ricci & Partners è a disposizione di imprese, professionisti e operatori economici per fornire assistenza e chiarimenti in materia di diritto tributario e fiscale, aiutando a individuare le soluzioni più adatte alle singole esigenze.
(Articolo a cura dell’Avv. Gianmarco Cecconi.)



