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14 Novembre 2025Conti correnti e costi non trasparenti: le tutele a disposizione del cliente
Nel settore bancario, il tema dei conti correnti e dei costi nascosti rappresenta una questione di grande attualità per i consumatori, sia privati sia aziendali.
Spesso i titolari di conto si trovano a fronteggiare addebiti non chiari o imprevisti, con conseguenze economiche rilevanti e difficoltà nella gestione finanziaria personale.
Clausole e costi nascosti nei conti correnti
Il contratto di conto corrente è apparentemente semplice da sottoscrivere, ma contiene numerose clausole tecniche che regolano costi, commissioni, interessi e condizioni di chiusura del rapporto.
Tra queste, possono celarsi voci di spesa non immediatamente evidenti, come:
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canoni per carte di pagamento;
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spese di invio degli estratti conto;
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commissioni per scoperti o sconfinamenti;
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modifiche unilaterali delle condizioni contrattuali.
Gli obblighi di trasparenza delle banche
Secondo il Testo Unico Bancario (artt. 115 e seguenti) e le disposizioni della Banca d’Italia, gli istituti bancari devono fornire al cliente un foglio informativo dettagliato prima della firma del contratto di conto corrente.
Il documento deve indicare chiaramente tutte le condizioni economiche applicate, inclusi tassi, commissioni e spese.
In altre parole, le banche hanno l’obbligo di rispettare i requisiti di trasparenza previsti dalla normativa.
Quando vengono introdotte variazioni, ad esempio l’aumento di un canone o di una commissione, la banca deve comunicare la modifica al cliente con almeno due mesi di preavviso.
Se la comunicazione manca o arriva in ritardo, la variazione è inefficace e il correntista può chiedere il rimborso delle somme addebitate indebitamente.
Le decisioni dell’Arbitro Bancario Finanziario (ABF)
Negli ultimi anni, l’ABF – Arbitro Bancario Finanziario ha confermato in numerose decisioni che i costi non comunicati in modo trasparente o le modifiche contrattuali non accettate esplicitamente dal cliente non sono vincolanti.
Ecco alcuni casi significativi:
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ABF Roma, Decisione n. 4372/2018: rigettata una commissione di massimo scoperto priva di adeguata informativa; la banca ha dovuto restituire le somme.
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ABF Milano, Decisione n. 4521/2019: dichiarata nulla una clausola di modifica unilaterale del canone annuale per mancanza del preavviso obbligatorio.
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ABF Napoli, Decisione n. 3989/2020: sanzionata la banca per mancata trasparenza sulle spese di invio degli estratti conto in formato cartaceo.
Queste pronunce ribadiscono un principio essenziale: la banca deve provare di aver comunicato correttamente le variazioni e di aver ottenuto l’accettazione del cliente per renderle valide.
Cosa può fare il cliente in caso di costi non giustificati
Il correntista che ritiene di aver subito addebiti ingiustificati sul proprio conto corrente può:
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Richiedere alla banca l’accesso alla documentazione completa, inclusi contratto e comunicazioni;
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Presentare reclamo formale presso l’istituto di credito;
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Ricorrere all’Arbitro Bancario Finanziario (ABF), una procedura semplice e a basso costo, che spesso conferma il diritto del cliente al rimborso;
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In ultima istanza, agire giudizialmente per ottenere il recupero delle somme e l’annullamento delle clausole abusive.
La trasparenza nei conti correnti come diritto del cliente
La trasparenza bancaria non è una formalità, ma un diritto fondamentale del cliente.
Ogni titolare di conto corrente ha il diritto di conoscere in modo chiaro costi, condizioni e variazioni applicate dalla propria banca.
Comprendere i propri diritti e utilizzare gli strumenti di tutela disponibili è essenziale per evitare addebiti ingiustificati e mantenere un rapporto di fiducia con l’istituto di credito.
Lo Studio Legale Ricci & Partners offre consulenza specializzata anche per questa tipologia di casi.
(A cura dell’Avvocato Monica Ricci)



