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2 Ottobre 2026Diritto dei nonni a vedere i nipoti: le nuove pronunce della Cassazione
I nonni rivestono un ruolo centrale nella vita dei nipoti. Tale centralità si manifesta non solo sul piano affettivo, ma anche su quello giuridico.
L’art. 317-bis del Codice Civile riconosce e tutela il diritto dei nonni a vedere i nipoti e, più in generale, a mantenere con loro rapporti significativi. Tuttavia, la norma non esaurisce tutte le possibili situazioni di conflitto familiare.
Quello dei nonni è un diritto assoluto? In caso di contrasto tra i familiari, quali criteri deve seguire il giudice per decidere se autorizzare, limitare o sospendere gli incontri?
Il 2026 ha rappresentato un anno particolarmente significativo su questo tema. Attraverso diverse pronunce, la Corte di Cassazione ha chiarito che il diritto degli ascendenti a mantenere un rapporto con i nipoti non può essere considerato in modo assoluto, ma deve essere valutato alla luce del preminente interesse del minore.
L’interesse del minore prevale sempre
Cassazione Civile, Sez. I, ordinanza 26 gennaio 2026, n. 1744 e ordinanza 19 febbraio 2026, n. 3721
All’inizio del 2026, la Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 1744 del 26 gennaio, ha ribadito l’importanza di valutare la frequentazione tra nonni e nipoti considerando, prima di tutto, il benessere del minore.
In presenza di una forte conflittualità familiare tra gli adulti, infatti, la frequentazione può essere limitata o, in determinate circostanze, anche sospesa quando il rapporto rischia di incidere negativamente sulla serenità e sull’equilibrio del minore.
Il rapporto con i nonni può rappresentare una risorsa importante anche per i genitori del minore, ma deve inserirsi in un contesto relazionale che consenta agli ascendenti di svolgere una funzione affettiva positiva, senza trasformare il rapporto familiare in un ulteriore elemento di conflitto.
Il diritto dei nonni a vedere i nipoti, quindi, deve essere sempre valutato tenendo conto delle concrete condizioni familiari e, soprattutto, dell’interesse del minore.
La necessità di un beneficio concreto per il minore
Un ulteriore elemento di riflessione emerge dall’ordinanza n. 3721 del 19 febbraio 2026.
Secondo la prospettiva delineata dalla Corte, non è sufficiente considerare esclusivamente l’assenza di un pregiudizio derivante dalla frequentazione tra nonni e nipoti. Occorre valutare anche quale beneficio concreto il rapporto possa apportare alla crescita e al benessere del minore.
Si tratta di un approccio che pone ancora una volta al centro la posizione del bambino.
Nel valutare una richiesta relativa agli incontri tra nonni e nipoti, il giudice deve quindi considerare il vantaggio concreto che può derivare al minore dalla presenza degli ascendenti nel suo percorso educativo e affettivo.
Non è sufficiente, pertanto, una valutazione astrattamente positiva del rapporto tra nonni e nipoti: la relazione deve essere concretamente compatibile con il benessere del minore e con il suo equilibrio personale e familiare.
Quando il rapporto rischia invece di diventare fonte di tensione, le pretese degli ascendenti possono essere ridimensionate proprio per tutelare l’interesse del minore.
I nonni possono sempre ricorrere in Cassazione?
Un’altra importante questione riguarda il profilo procedurale.
Con la sentenza del 20 agosto 2026, n. 24717, la Corte di Cassazione ha affrontato il tema della possibilità di impugnare in Cassazione i provvedimenti relativi alla frequentazione tra nonni e nipoti.
I provvedimenti che disciplinano gli incontri tra nonni e nipoti, infatti, non sono necessariamente impugnabili con ricorso per Cassazione ai sensi dell’art. 473-bis.24 c.p.c.
La questione dipende dalla natura e dal contenuto del provvedimento adottato dal giudice. In particolare, occorre verificare se il provvedimento incida effettivamente sulla responsabilità genitoriale oppure riguardi l’affidamento o la collocazione del minore.
Ne consegue che non ogni decisione relativa alla frequentazione tra nonni e nipoti può essere automaticamente sottoposta al giudizio della Corte di Cassazione.
Cosa emerge dalle pronunce del 2026?
Il quadro che emerge dalle pronunce del 2026 conferma che la materia dei rapporti tra nonni e nipoti deve essere valutata con particolare attenzione.
Il ruolo dei nonni resta certamente importante nella crescita del minore, ma la tutela del rapporto affettivo non può prescindere dalle concrete condizioni della famiglia e dal superiore interesse del bambino.
Il diritto dei nonni a vedere i nipoti non può quindi essere inteso come un automatismo derivante esclusivamente dal legame di sangue.
Si tratta di un diritto riconosciuto dall’ordinamento, il cui esercizio deve tuttavia essere compatibile con il benessere del minore e con il suo percorso educativo e affettivo.
Quando la relazione tra gli adulti è caratterizzata da una forte conflittualità, il giudice deve valutare attentamente le conseguenze che la frequentazione può produrre sul minore. Se gli incontri diventano fonte di tensione, interferiscono con il progetto educativo dei genitori o risultano concretamente pregiudizievoli per il bambino, la frequentazione può essere limitata o sospesa.
Il rapporto tra nonni e nipoti deve tutelare il minore
Le più recenti pronunce della Corte di Cassazione mostrano quindi un principio fondamentale: il rapporto tra nonni e nipoti assume rilevanza giuridica nella misura in cui sia compatibile con il benessere del minore.
Il diritto dei nonni a vedere i nipoti deve essere letto all’interno di questo equilibrio. Da una parte, l’ordinamento riconosce l’importanza dei rapporti affettivi tra ascendenti e nipoti; dall’altra, quando emergono situazioni di conflitto, il parametro fondamentale resta sempre l’interesse del minore.
In altre parole, non si tratta semplicemente di stabilire se i nonni abbiano o meno diritto a incontrare i nipoti, ma di valutare quali modalità di frequentazione siano concretamente compatibili con la serenità, la crescita e l’equilibrio del minore.
È proprio questo il punto centrale delle più recenti pronunce: il legame familiare rappresenta un elemento importante, ma non può prevalere sul diritto del minore a vivere relazioni affettive sane, equilibrate e rispettose del proprio interesse.
Conclusioni
Le pronunce della Cassazione del 2026 confermano che il rapporto tra nonni e nipoti rappresenta un importante valore affettivo, ma deve sempre essere valutato alla luce dell’interesse del minore.
Il diritto dei nonni a vedere i nipoti non è quindi assoluto: quando la frequentazione favorisce il benessere e la crescita del minore, può rappresentare una risorsa preziosa; al contrario, in presenza di conflitti o situazioni pregiudizievoli, può essere limitata o sospesa.
Al centro di ogni decisione resta, dunque, la tutela della serenità e dell’equilibrio del minore.
(Articolo a cura dell’ Avv. Monica Ricci)



