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6 Febbraio 2026Donazioni e successioni nel 2026: le novità fiscali introdotte dal D.lgs. 139/2024
Tra le innovazioni più significative introdotte dal D.lgs. 139/2024 vi è una modifica destinata ad avere un forte impatto sulla pianificazione patrimoniale familiare in materia di donazioni e successioni.
La riforma abolisce il cosiddetto coacervo, ossia il meccanismo che imponeva di sommare le donazioni effettuate in vita all’eredità ricevuta, ai fini del calcolo dell’imposta di successione.
Donazione e successione: cosa cambia concretamente dal 2026
Franchigie autonome e fine del coacervo
Prima della modifica in esame, al momento dell’apertura della successione, quanto donato in precedenza veniva sommato all’eredità per verificare il superamento della franchigia di 1 milione di euro prevista per figli e coniuge.
Dal 2026, questo approccio viene superato: donazione e successione saranno valutate separatamente ai fini fiscali.
La conseguenza è rilevante: la franchigia di 1 milione di euro non sarà più unica, ma sdoppiata, con un beneficio concreto per i beneficiari.
Perché la riforma su donazione e successione rappresenta una svolta
L’eliminazione del coacervo rappresenta una forte semplificazione nella pianificazione successoria.
I genitori potranno trasferire parte del patrimonio ai figli durante la propria vita senza compromettere le agevolazioni fiscali previste per la successione.
Resta fermo, tuttavia, che la riforma non interviene sulle aliquote né modifica la disciplina civilistica delle donazioni: continuano ad applicarsi:
-
gli obblighi formali (come l’atto pubblico notarile);
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le regole a tutela delle quote di legittima.
I benefici concreti della nuova disciplina di donazioni e successioni
Dal punto di vista pratico, la nuova normativa consente di strutturare il passaggio generazionale dei beni in modo più graduale e flessibile.
Donazioni di rilievo, come immobili o partecipazioni, potranno essere effettuate senza che debbano essere sommate al momento della successione.
Per molte famiglie ciò significa poter sostenere i figli oggi, ad esempio nell’acquisto di un’abitazione, senza ridurre il margine di esenzione disponibile per il futuro trasferimento ereditario nell’ambito della donazione e successione.
Donazioni e successioni: una semplificazione che richiede comunque attenzione
Nonostante il quadro più favorevole, la riforma non elimina la necessità di una pianificazione attenta e consapevole.
Le donazioni restano atti giuridici complessi, che richiedono:
-
il rispetto della forma solenne;
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la salvaguardia delle quote di legittima;
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un’analisi accurata degli effetti patrimoniali complessivi.
Sarà inoltre fondamentale monitorare le norme transitorie, in particolare per le donazioni effettuate negli anni immediatamente precedenti al 2026.
Conclusioni
L’abolizione del coacervo e l’introduzione di franchigie autonome per donazione e successione segnano un cambiamento profondo nella nuova fiscalità patrimoniale.
Si tratta di una riforma che incide in modo concreto sulla gestione del patrimonio familiare, offrendo nuove opportunità per programmare in modo più efficiente il passaggio dei beni tra generazioni.
(A cura dell’Avvocato Monica Ricci)



