
Spese straordinarie per un corso di inglese per i figli: Scopri il diritto all’educazione?
16 Luglio 2025
Attacco informatico agli hotel italiani a rischio la violazione dati .Quali responsabilità legali?
19 Settembre 2025Commenti diffamatori su un blog: quando è responsabile il gestore?
La Corte di Cassazione, con ordinanza n. 17360 del 27 giugno 2025, è intervenuta chiarendo quando il titolare di un blog debba essere ritenuto responsabile dei commenti diffamatori pubblicati dagli utenti dello stesso.
LA VICENDA:
La vicenda traeva origine da una richiesta di risarcimento avanzata da un uomo, dinanzi al Tribunale di Siena, nei confronti di un blogger, per dei commenti offensivi, a lui indirizzati, postati da alcuni utenti del blog e non tempestivamente rimossi dal titolare dello stesso.
Il Tribunale ha rigettato la domanda in primo grado. Anche la Corte d’Appello di Firenze ha confermato il rigetto. La parte soccombente ha quindi sottoposto la questione alla Suprema Corte.
Il ricorrente, dinanzi a quest’ultima, contestava le argomentazioni della Corte d’Appello, secondo la quale egli avrebbe dovuto fornire la prova sia che il blogger era a conoscenza dell’illiceità di quei contenuti, sia che lo stesso li aveva previamente filtrati e perciò approvati, da ciò discendendone la sua responsabilità.
Un altro punto controverso riguardava il momento in cui il prestatore di servizi, come un hosting provider, acquisisce la conoscenza dell’illiceità di un contenuto. I giudici d’appello hanno stabilito che tale consapevolezza nasce solo a seguito di una comunicazione da parte delle autorità. L’obbligo di rimozione scatta quindi solo da quel momento.
LA CORTE DI CASSAZIONE:
La Corte di Cassazione ha perciò affrontato tutti gli aspetti sopra indicati chiarendo quando sia configurabile la responsabilità civile del blogger per dei commenti diffamatori di terzi.
La Suprema Corte ha chiarito un punto fondamentale. In base al D.Lgs. 70/2003, il prestatore di servizi non ha l’obbligo di controllare o selezionare i commenti pubblicati da terzi. Questo principio rappresenta la regola generale. Di conseguenza, chi si ritiene danneggiato deve dimostrare che il blogger conosceva l’illiceità dei commenti al momento della pubblicazione.
La Corte di Cassazione ha espresso un orientamento opposto rispetto alla decisione della Corte d’Appello. Secondo i giudici di legittimità, il dovere di rimuovere i commenti diffamatori non nasce solo dopo una comunicazione delle autorità. Al contrario, questo obbligo scatta nel momento in cui il prestatore di servizi acquisisce, in qualunque modo, la conoscenza dell’illiceità dei contenuti.
IN CONCLUSIONE:
In definitiva, dunque, la Suprema Corte ha affermato il principio di diritto secondo il quale il prestatore di servizi informatici, che assuma il ruolo di hosting provider non attivo, vada, di regola, esente da responsabilità per la pubblicazione di eventuali commenti diffamatori che provengano da terzi, ma una volta che acquisisca, in qualunque modo, la consapevolezza della manifesta illiceità degli stessi, è tenuto ad attivarsi per rimuoverli tempestivamente.
Nel caso di specie, la Corte di Cassazione ha quindi ritenuto che la sentenza impugnata non era conforme all’enunciato principio di diritto e, pertanto, ha cassato la stessa con rinvio alla Corte d’Appello di Firenze affinché si pronunci in conformità allo stesso.
(a cura dell’Avv. Gianmarco Cecconi)



