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La Legge di Bilancio 2026 (Legge n. 199/2025) introduce una misura di particolare rilievo per il sostegno alla genitorialità: il fondo abitativo destinato ai genitori separati o divorziati che si trovano in difficoltà economica a seguito della perdita della casa familiare.
In un contesto generale di riduzione dei bonus, questo intervento rappresenta un sostegno concreto per chi deve affrontare nuove spese abitative mantenendo il rapporto quotidiano con i figli.
Cos’è il fondo abitativo 2026
Il fondo abitativo nasce con l’obiettivo di garantire un aiuto economico ai genitori separati o divorziati che non risultano assegnatari della casa familiare e che devono reperire una nuova abitazione per sé e per i figli.
La misura mira a:
-
sostenere le spese legate alla locazione di un immobile;
-
attenuare l’impatto economico derivante dalla perdita dell’abitazione familiare;
-
favorire la continuità della relazione genitore-figlio.
Requisiti per accedere al fondo abitativo
In base alle indicazioni contenute nella Legge di Bilancio, potranno beneficiare del fondo abitativo i genitori che presentano i seguenti requisiti:
-
essere separati o divorziati;
-
non godere del diritto di abitazione sulla casa familiare, in quanto non assegnatari dell’immobile;
-
avere almeno un figlio fiscalmente a carico fino a 21 anni;
-
trovarsi in una situazione economica compatibile con i parametri ISEE, che dovrà risultare particolarmente contenuto.
Quali spese copre il fondo abitativo
Il contributo è finalizzato a sostenere le principali spese legate alla nuova sistemazione abitativa, tra cui:
-
canone di locazione;
-
deposito cauzionale;
-
imposta di registro e bolli (salvo opzione per la cedolare secca);
-
spese di trasloco.
Il genitore beneficiario dovrà stipulare un regolare contratto di affitto, che potrà essere:
-
a canone libero;
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a canone concordato (3+2);
-
transitorio, in base alle esigenze familiari.
Importo del contributo e modalità di accesso
L’ammontare del fondo abitativo non è stato ancora definito in modo ufficiale. Le prime indiscrezioni parlano di un contributo fino a 800 euro mensili, ma sarà il decreto attuativo a stabilire:
-
importo effettivo del beneficio;
-
durata dell’erogazione;
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modalità di concessione (contributo diretto o agevolazione fiscale);
-
documentazione richiesta.
La dotazione finanziaria complessiva è pari a 20 milioni di euro, rendendo fondamentale la tempestività nella presentazione della domanda.
Documenti da preparare in anticipo
In vista della pubblicazione dei decreti attuativi, è consigliabile raccogliere fin da subito:
-
sentenza o provvedimento di separazione o divorzio;
-
contratto di locazione e ricevute di pagamento;
-
attestazione ISEE aggiornata;
-
documentazione fiscale relativa ai figli a carico.
Conclusioni
Il fondo abitativo introdotto per il 2026 rappresenta un segnale di attenzione verso i genitori separati o divorziati che affrontano difficoltà economiche e abitative. Tuttavia, lo stanziamento previsto appare limitato rispetto al numero di potenziali beneficiari.
Per questo motivo, sarà essenziale seguire con attenzione l’emanazione dei decreti attuativi e presentare la domanda nei tempi previsti, così da non perdere un’opportunità di sostegno importante per l’equilibrio familiare e genitoriale.
(A cura della Dott.ssa Maria Cristina Ciancarelli)



